La
situazione di Khaled oramai si inserisce nel generale contesto degli accadimenti degli ultimi tre giorni.
Sta bene e ringrazia tutti, singoli, organizzazioni, le diverse realtà e i rappresentanti delle forze politiche che, a vario titolo, hanno espresso solidarietà e vicinanza e che si sono spese e dedicate per la risoluzione della sua vicenda.
E’ finalmente a casa con la propria famiglia ma al momento non è ancora riuscito a riprendere possesso dei propri documenti; attende intanto fiducioso lo scadere delle restrizioni che, ricordo, si estendono fino al 30 ottobre.
Mi riferiscono che a Betlemme, come in altre città e villaggi palestinesi, in ogni famiglia ci si attiva per riempire i bidoni dell’acqua, già “normalmente” carente, e per fare rifornimenti alimentari.
Mi riportano anche che sono state indette giornate di sciopero generale e che i checkpoint sono chiusi, che molti conoscenti che lavorano fuori Betlemme sono da giorni rimasti bloccati nelle città in cui lavorano, che il valico di Allenby è chiuso.
Restiamo comunque vigili su tutte le evoluzioni.
Nei prossimi giorni seguiranno eventuali aggiornamenti da parte della famiglia e del Comitato.
Francesca
